La politica a intermittenza della mobilita e il confine militare-umanitario nel Mediterraneo. Mare Nostrum oltre il mare

Operazioni di salvataggio di migranti da parte di Nave Espero, nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum, Mar Mediterraneo Meridionale, 29 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Operazioni di salvataggio di migranti da parte di Nave Espero, nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum, Mar Mediterraneo Meridionale, 29 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Operazioni di salvataggio di migranti da parte di Nave Espero, nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, Mar Mediterraneo Meridionale, 29 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

La seconda introduzione della collettanea “Migranti e territori” curata da Marco Omizzolo e Pina Sodano che presentiamo riguarda il saggio di Martina Tazzoli1 dal titolo “La politica a intermittenza della mobilita e il confine militare-umanitario nel Mediterraneo. Mare Nostrum oltre il mare”.

In questo articolo si intende analizzare da una prospettiva critica il funzionamento e gli effetti del confine “militare-umanitario” nel Mediterraneo e la governamentalità delle migrazioni in mare. Prendendo come focus specifico l’operazione “militare-umanitaria” Mare Nostrum, l’articolo si sofferma sulle trasformazioni interne all’assemblaggio di militare e umanitario e sulla messa in scena di un “buon spettacolo del confine”. Di fronte alla visibilizzazione delle fasi del salvataggio delle vite in mare, questo intervento suggerisce di spostare lo sguardo oltre i confini del mare e osservare gli effetti di quel confine militare-umanitario a una distanza spaziale e temporale rispetto alle operazioni di salvataggio. L’attenzione sul governo della mobilità in mare permette di cogliere la politica a intermittenza che caratterizza il governo delle migrazioni in generale e al tempo stesso di vedere come militare e umanitario non rappresentano due modalità opposte di governo ma al contrario definiscono, in un’ottica foucaultiana, la tecnologia politica di presa sulle vite dei migranti attualmente piú diffusa.

 
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1 Martina Tazzioli é postdoctoral fellow al RELATE centre su Border Studies della University of Oulu (Finlandia). Ha conseguito un dottorato in Politics al Goldsmiths College di Londra, con una tesi su “Countermapping Migration Governmentality. Arab Uprisings and Practices of Migration across the Mediterranean” e la laurea triennale e specialistica in Filosofia all’Università di Pisa, lavorando sul pensiero di Michel Foucault. Tra le sue principali pubblicazioni: Politiche di verità. Foucault e il neoliberalismo (Ombre Corte, 2011); Spaces of Governmentality. Autonomous Migration and the Arab Uprisings(Rowman and Littlefield, 2014). Ha co-editato il libro Foucault and the History of the Present(Palgrave,2014) e il libro Spaces of Migration. Postcards of a Revolution (Pavement, 2013). É parte del comitato editoriale della rivista on-line Materialifoucaultiani.

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