Presidio dei lavoratori indiani davanti coop. Centro Lazio. Dalla protesta al riconoscimento dei diritti contrattuali

Solo nel pontino la comunità indiana conta circa 30 mila persone.[...]

Solo nel pontino la comunità indiana conta circa 30 mila persone. Uomini, donne e bambini impiegati prevalentemente in agricoltura come braccianti. Le loro condizioni di lavoro spesso evidenziano forme organizzate di sfruttamento che comprendono caporalato, lavoro grigio, tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo, truffe e violenze. Non sono mancati episodi inquietanti nei confronti di coloro che provavano ad alzare la testa, a chiedere diritti e legalità.

Il lavoro di incontro, ascolto, accoglienza, formazione e denuncia della coop. In Migrazione insieme alla CGIL e alla Flai CGIL, e spesso anche con altre associazioni, ha portato a risultati importanti. In primis, ad una nuova consapevolezza da parte della comunità indiana pontina circa i loro diritti e la capacità di lettura migliore delle proprie condizioni di impiego, reclutamento e vita. La consapevolezza e profonda cognizione dei propri diritti, insieme ai propri doveri, è la premessa per ogni legalità sostanziale. 

Non a caso il 18 aprile circa 2000 indiani hanno scioperato e manifestato sotto la Prefettura di Latina chiedendo diritti, giustizia, legalità, il rispetto del contratto del lavoro. Una manifestazione pacifica e partecipata. 

Alcuni datori di lavoro hanno accettato di regolarizzare i lavoratori indiani e non solo. Un decisivo passo in avanti che va riconosciuto a tutte le parti sociali.

Ma i problemi nono sono terminati. Continuano i licenziamenti ingiustificati. Continuano i ricatti. Continua ancora lo sfruttamento lavorativo, il caporalato, la tratta internazionale.

Continuano però anche le vertenze e le lotte dei braccianti indiani ancora con l’ausilio di attivisti, giornalisti, ricercatori, cooperative e sindacati. Non è cosa da poco. Continuare a lottare mentre le “tenaglie” del padrone stringono al collo i lavoratori è segno di grande determinazione e di una rinnovata coscienza di sé che fa sperare in un futuro immediato migliore.

Davanti la coop agricola Centro Lazio, ad esempio, dopo essere stati ingiustamente licenziati, circa 50 lavoratori hanno chiesto la riassunzione, le retribuzioni mancate, il rispetto dei diritti a partire dal riconoscimento sostanziale del TFR. Ancora davanti quei cancelli In Migrazione, CGIL e Flai CGIL. 

Questo il racconto video della giornata dai protagonisti stessi, la sua positiva conclusione che non rassicura ma costituisce un impegno formale da rendere da sostanziale e un’intervista radio andata in onda su Radio Vaticana a cura di Marta Facchini.

Clicca qui per ascoltare l’intervista su Radio Vaticano

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