Quarant’anni di Radio Libere. Una vita di voci fuori dal coro

Era il 27 Luglio del 1976 quando, con sentenza della Corte Costituzionale (202/1976), si apriva l’era delle Radio Libere. In realtà questa esperienza era iniziata decisamente qualche anno prima.[...]

nella foto: DJ Tom Lodge nel minuscolo Caroline studio a bordo del Mi Amigo nel 1966

Era il 27 Luglio del 1976 quando, con sentenza della Corte Costituzionale (202/1976), si apriva l’era delle Radio Libere. In realtà questa esperienza era iniziata decisamente qualche anno prima. Dalla metà degli anni 60, infatti, in tutta Europa nasceva, nei giovani, l’esigenza di un intrattenimento, informazione e musica che uscisse dal controllo delle radio governative. Erano gli anni del cambiamento e la Rai provava a “svecchiarsi” lanciando programmi come Alto Gradimento e Bandiera gialla (insieme a tanti altri)

Erano gli anni 70. Giovani e operai scaldavano le piazze per reclamare diritti, per rivendicare il diritto a poter scegliere in maniera autonoma della propria vita, della propria formazione culturale, il proprio modello informativo. Era il tempo della ricerca, della sperimentazione, della controinformazione. La radio era lo strumento che meglio si prestava a questi bisogni. Radio Parma fu la prima, nel 1975, a dare ufficialmente il via a questa esperienza, seguite da Radio Milano e Radio Roma. In poco tempo la maggior parte delle frequenze libere furono occupate. Nelle case entrava un nuovo modo di intendere la radio, con programmi di approfondimento, inchieste giornalistiche e, soprattutto tanta musica che aiutava a coprire l’intero palinsesto nell’arco delle 24 ore. La musica in quegli anni viveva il suo grande momento di ricerca e sperimentazione e aveva un ruolo fondamentale in questa esperienza. Attraverso le radio libere si conoscevano nuovi autori e nuovi generi rivoluzionando il panorama musicale.

Arrivarono, in seguito, gli anni della normalizzazione e lo spirito delle radio libere si perse. Molte di esse si adeguarono alle esigenze commerciali abbassando così gli standard dei loro programmi e, soprattutto, la qualità della proposta musicale (che nel frattempo aveva comunque perso la spinta che l’aveva caratterizzata per tutti gli anni 70). Ogni velleità sperimentale e innovativa era stata smarrita.

Oggi si riaffaccia questa esigenza. Lo strumento viene fornito dalle web-radio che ormai sono presenti ovunque e che offrono servizi e musica differente. Forse troppe, e questo rende difficile intercettare quelle che danno un servizio qualitativamente alto sia dal punto di vista della informazione, che da quello musicale. In ogni caso un nuovo spazio libero, a basso costo, che permette ai giovani, e non solo, di sperimentarsi e di proporre una informazione libera da condizionamenti esterni. Spazi di libertà che da sempre risultano essenziali per noi che amiamo esplorare fuori i confini dati.

Nelle prossime puntate andremo a conoscere alcune realtà radiofoniche che in questi ultimi anni si sono caratterizzate per l’impegno e per il palinsesto proposto.

10 canzoni che parlano di Radio

1. Radio Ga Ga – Queen

2. Radio Nowhere – Bruce Springsteen

3. La radio – Eugenio Finardi

4. Radio – The Corrs

5. Video Killed The Radio Star – The Buggles

6. Stereo Hearts – Gym Class Hero feat. Adam Levine

7. Canzoni alla radio – Stadio

8. That’s why God Made The Radio – The Beach Boys

9. Radio Conga – Negrita

10. This is Radio Clash – The Clash

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