Cassazione: il Comune di Fondi e il relativo Mercato ortofrutticolo condizionati dalla mafia

di Marco Omizzolo

Il Comune di Fondi e il Mercato ortofrutticolo erano condizionati dalla mafia. Non è una frase da poco. E a dirla in questo caso non sono solo giornalisti, prefetti, associazioni per la legalità. Ad affermare un fatto gravissimo, a riconscerlo per ciò che è stato, è ora la Corte di Cassazione. la relativa sentenza parla chiaro: l’associazione mafiosa era costituita da fondani e trafficava in droga, aveva armi che certo servivano per intimidire o compiere atti criminali, faceva prestiti usurai ed estorsioni.

Come afferma la stampa locale, tra ricorsi accolti con rinvio alla Corte d’Appello, che porteranno per diversi imputati a un nuovo processo, reati caduti in prescrizione e pene da rideterminare, la storia di “Damasco 2” è in parte ancora da scrivere.

La Suprema Corte ha respinto i ricorsi, relativamente alla condanna per mafia, dei fratelli Antonino Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo, sui quali pende una condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione, e del cognato di quest’ultimo, Aldo Trani, condannato a 9 anni, stabilendo soltanto che in appello dovrà essere rideterminata la pena per Carmelo. Confermata invece la condanna per l’imprenditore Franco Peppe, condannato a 6 anni.

Annullate con rinvio le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex assessore comunale Riccardo Izzi, condannato a 5 anni e 8 mesi, e quelle per mafia dei presunti soldati dell’associazione, Vincenzo Bianchò, condannato a 7 anni, e Antonio Schiappa, condannato a 5. Stralciata la posizione di un terzo soldato, per un difetto di notifica, Alessio Ferri, su cui pende una condanna a 7 anni.

Annullamento con rinvio per il figlio di Peppe, Pasquale, condannato a 2 anni. Annullata con rinvio la condanna di Giuseppe De Silva, detto Watanga, condannato a 7 anni per il tentato omicidio di Trani. E annullate con rinvio le confische dei beni dei Tripodo e dei Peppe, ritenuti intestati a prestanome, come le dipendenti di tali aziende, Tiziana Simonelli, condannata a un anno e mezzo, Deborah Ruggieri, condannata a un anno e mezzo, la moglie di Carmelo Tripodo e sorella di Trani, Maria Laura, e la sorella di quest’ultima, Loredana, condannate rispettivamente a 2 anni e un anno e 8 mesi.

Rigettato poi il ricorso e confermata la condanna a 9 mesi per Pietro Munno, ex vicecomandante dei vigili urbani.

Prescritti tutti i reati contestati all’ex comandante, Dario Leone, cancellando la condanna a 9 mesi. Tutto prescritto anche per l’immobiliarista Massimo Anastasio Di Fazio, detto Peticone, che era stato condannato a 2 anni, e per Raffaele Boccia, condannato a 4 mesi. Il soldato del clan, Antonino D’Errigo, non ha invece fatto ricorso in Cassazione e per lui era già definitiva la condanna a 5 anni e mezzo.

E il lavoro per le difese, tra cui gli avvocati Angelo Calmieri, Domenico Oropallo, Maria Antonietta Cestra, Giulio Mastrobattista, Maurizio Forte, Oreste Palmieri, Vincenzo Macari, Giuseppe Lauretti, e Franco Coppi, ancora non è finito.

Tags from the story
, , , ,
Written By
More from Marco Omizzolo

Interrogazione parlamentare dell’on. Mattiello sul ruolo di Melaragni nell’affare Latina Calcio

L’on. Davide Mattiello, membro della Commissione parlamentare Antimafia, considerando la recente e...
Read More

Lascia un commento