Traffici sporchi di materiale “dual use” italiano. Seconda puntata

di Roberto Lessio e Marco Omizzolo

Nel 2014 nel porto di La Spezia è stato sequestrato, a bordo di una nave battente bandiera cinese, un quantitativo consistente di un acciaio speciale potenzialmente utilizzato per costruire armi di distruzione di massa. Per l’ufficio antifrode della Dogana spezzina, l’acciaio era destinato a raggiungere la Siria e non, come dichiarato, gli impianti di una inesistente società libanese. Ma la vendita di materiali e attrezzature dual use è una costante dei rapporti commerciali con alcuni paesi. L’Iran, ad esempio, accostato dai documenti dell’ONU all’Eritrea, nonostante l’embargo ha continuato a importare dagli Usa tecnologie hi-tech e materiali per la sua industria siderurgica, dagli anni 1990 e fino al 2009, utilizzando l’Italia come ponte. Materiale poi destinati alla costruzione di ordigni atomici. A proposito di Italia, nel 1998 l’Iran acquistò dallo stabilimento della Fb design l’intero catalogo di super-motoscafi impiegati poi come mezzi militari al servizio del regime. Lo stesso vale per i molti veicoli Iveco diventati rampe per missili, i propulsori Isotta Fraschini utilizzati dalla milizia iraniana (uno dei contratti firmati a seguito della recente visita in Italia di Rouhani riguarda proprio questa società), i pezzi di ricambio per elicotteri Agusta o i cannoni Oto che per decenni sono arrivati nella Repubblica islamica. E, ancora più inquietante, le componenti per progetti nucleari prodotte nelle fabbriche padane. Il regolamento CE n. 428/2009, entrato in vigore il 27 agosto 2009, istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso. Esso riguarda le tecnologie nucleari (impianti ed apparecchiature), i sensori e ai laser, i calcolatori, le telecomunicazioni, le apparecchiature avioniche e di navigazione aerea, il settore navale, le apparecchiature aerospaziali e dei sistemi di propulsione e certi tipi di macchine per la lavorazione dei materiali meccanici, elettronici e speciali. Eppure, nel ciclo di programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali dell’Unione europea, in particolare del Fesr, è prevista l’incentivazione dei progetti dual use. Anche se solo in parte, questi finanziamenti potranno essere concessi persino a fondo perduto: a deciderlo sarà l’Agenzia europea per la difesa (Aed) presieduta dall’italiana Federica Mogherini. Per i fondi strutturali comunitari l’Italia versa ogni anno nelle casse dell’UE circa 15-16 miliardi di euro (più o meno 260 € pro capite, bambini e anziani inclusi).

di Roberto Lessio e Marco Omizzolo

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