Senza Glutine: tanto, l’amore non fa meno male.

Avevo già visto all’opera Giuseppe Tantillo, giovane e promettente attore di origini palermitane: l’occasione mi era stata data da “Nessun Luogo È Lontano”, dramma esistenziale di Giampiero Rappa. La sua interpretazione del nipote tormentato di uno zio altrettanto complesso mi aveva convinto: anzi, ho ritenuto il suo un apporto fondamentale per dare più ritmo e il giusto vigore alla messinscena. Per cui, quando ho letto di “Senza Glutine” – spettacolo da lui scritto, co-diretto insieme a Daniele Muratore, pronto a debuttare presso il Teatro Argot Studio di Roma – mi sono lasciato incuriosire e ho deciso di mettere alla prova la buona impressione che Tantillo mi ha fatto.

“Senza Glutine” è una commedia che indaga sì l’eterno tema delle dinamiche di coppia e tutti gli stereotipi ad esso connesso, ma possiede il raro pregio di farlo attraverso un’ironia allo stesso tempo dissacrante e sensibile. Lo si capisce subito dal delizioso prologo in cui il protagonista, Fran (Giuseppe Tantillo), ci mette a parte di una bizzarra quanto verosimile teoria: il nostro umore è influenzato dalla flora batterica che si trova dentro il nostro organismo. Ciò significa non solo che l’intestino potrebbe alterare le nostre funzioni cerebrali ma che persino l’innamoramento risentirebbe di questo instabilissimo equilibrio. E dunque, seguendo rigorosamente la stessa dieta, due persone riuscirebbero a evitare ogni tipo di conflitto sentimentale? La sua fidanzata, Lisa (Valentina Carli), non ha certo tempo da perdere con queste riflessioni. Ha un progetto chiarissimo da portare avanti, quasi fosse un piano aziendale: fare un figlio entro l’anno e partorirlo a Parigi, così da rendere più esotica la sua carta d’identità. I due stanno assieme da 5 anni e ne hanno 30: lei vuole diventare madre, lui scrittore. Tra loro, due amici che di anni ne hanno 50 e si frequentano da 15: il perverso Paolo (Vincenzo De Michele) e la pragmatica Felicia (Orsetta De Rossi). Con una struttura e una trama tutto sommato semplici, esaltate però da un susseguirsi di botte e risposte tanto surreali quanto ciniche, “Senza Glutine” offre uno spaccato estremamente realistico eppure originale della vita a due, più intrusi. Intrusi che possono essere non solo i soliti amanti ma anche certe malattie non immediatamente riconoscibili, come la celiachia o il daltonismo. Fran e Lisa si scontreranno, incontreranno, perderanno e ritroveranno: tra loro due ci sarà sempre un non detto che si cela dietro parole piacevolmente impertinenti, verità malamente taciute e la tentazione forte di non dirsi mai del tutto addio.

I piccoli difetti di questo lavoro risiedono in qualche ingenuità drammaturgica – se in alcune scene, che hanno come oggetto l’atto del nutrirsi, i cibi e le bevande sono “invisibili” questa scelta non dovrebbe mai venire abbandonata – e in un vago stiracchiamento del finale. Ma grazie a un cast davvero ben scelto – è un vero piacere sentire e guardare Orsetta De Rossi, per esempio – Il registro quotidiano costellato da spunti geniali del lavoro di Giuseppe Tantillo porta “Senza Glutine” lontano dall’insidia della banalità che la commedia sentimentale rischia a ogni angolo. E anche quando i termini o i riferimenti si fanno più grossolani non c’è mai volgarità perché “culo”, “fica”, “sperma” non vengono mai usati in maniera gratuita, per strappare la risata facile o impressionare il pubblico ma fanno parte del corredo linguistico ed espressivo dei personaggi, aiutandoci a sentirli ancora più vicini eppure così diversi da ciò che ci si aspetta da loro. Del resto, non sono tutte così le persone di cui ci si innamora davvero?

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