L’uomo che sussurra agli ammalati” di Ilaria De Bonis per Popoli e Missione, su Tempi Moderni

La premessa è che nulla di ciò che fa è frutto del suo potere personale. «Cela me dépasse», ripete. «Tutto questo travalica la mia persona».Perché viene da Dio. Sorride mentre ricorda gli esordi della missione con gli ammalati di mente in Africa, tra Benin, Togo, Costa d’Avorio e Burkina Faso.
Gregoire Ahongbonon, 64 anni, del Benin, occhi intensi, mani forti e callose, è l’uomo che sussurrava agli ammalati. E li guariva. Anzi, li guarisce tutt’ora. Il segreto non c’è. La terapia è restare umani, dice. Medici e pazienti. Sono gli ammalati che l’Africa rifiuta: «Persone affette da schizofrenia o bipolarismo, depressione o disturbi della personalità. Considerate possedute dalle forze demoniache – ci spiega durante un incontro alla Société des Missions Africaines (SMA) a Roma – e perciò emarginate». Trattate come bestie. «Una volta vedemmo una donna inchiodata mani e piedi al terreno come Cristo in croce». Gregoire fa una pausa. Strizza gli occhi e sospira. Poi ci mostra le foto che conserva nel telefonino. La donna è legata con una catena che somiglia a quelle usate centinaia di anni fa per gli schiavi africani catturati come bestie…..così inizia l’articolo di Ilaria De Bonis per Popoli e Missione dal titolo “L’uomo che sussurra agli ammalati”.

Un articolo che racconta l’impegno di uomini che non si arrendono alla povertà e alla discriminazione ma cercano di ripartire proprio da chi è vittima di esse per costruire, anche in Africa, un futuro migliore.
Se vuoi scaricare l’articolo e leggerlo clicca qui.

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