Cosa è Cosas? Ognuno, dentro di sé, lo sa

Cosas è un’artista sola a piedi nudi, ma anche un infinito numero di occhi che la guardano in attesa di comprendere.

Cosas è vocalità esperantemente teatrale, ma anche gesti banali che si ripetono, congelano, placano, consumano, inceppano e trasformano l’atto in suggerimento.

Cosas è presenza scenica potentemente semplice, ma anche un rimando alla parte meno razionale di chi guarda, così da connetterlo al subconscio dove tutto ha un proprio e unico senso.

Cosas è sudore, corpo, strillo ma anche presenza assente nelle orecchie di chi vede, fino a giungere nei meandri del proprio altrove.

La performance di Alma Söderberg non si può descrivere che in maniera assolutamente personale, perché a ognuno di quelli che vi assistono parla in maniera vistosamente esclusiva. Tocca i tasti di ciascuno senza possibilità di replica, spiegazione o estensione della propria esperienza ad altri. Ognuno vi trova, sente e avverte non tanto ciò che la performer intende ma piuttosto ciò che la stessa evoca individualmente. Cosas è, dunque, 25 minuti di genuina contemporaneità possibili solo grazie all’artista svedese che fa dell’autenticità del gesto e della comunicazione spesso sonora ma poco verbale il suo punto di forza. All’interno di uno Short Theatre che ha eletto a tema di quest’anno Lo Stato Interiore non poteva esserci modo migliore e più sincero di svolgerlo.

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