Il Gusto Agrodolce Dei Limoni Limoni Limoni Limoni Limoni

Con l’avvento dei social network la comunicazione è diventata senz’altro più immediata. Alla velocità dello scambio, però, non corrisponde assolutamente un miglioramento qualitativo: prova ne sono gli orrori grammaticali che vanno dai semplici refusi al sostituire molto disinvoltamente il “ch” con il “k”, passando per veri e propri episodi di involontaria comicità causati dai correttori automatici. Si è superficialmente portati a pensare che per sottrarsi a situazioni del genere basti limitare al minimo indispensabile i rapporti virtuali: in realtà l’abitudine allo scambio on line ha già iniziato a impoverire il nostro lessico e contribuito a esacerbare la diffusissima difficoltà nei rapporti umani, tanto che non è raro vedere due o più amici seduti allo stesso tavolino di un bar o riuniti in un locale preferire un interlocutore lontano ma a portata di schermo agli occhi degli astanti.

Sam Steiner, un giovane ma già molto quotato drammaturgo britannico, indaga questo rischio – portandolo a un distopico estremo – attraverso lo spettacolo Limoni limoni limoni limoni limoni: cosa accadrebbe se una legge dello Stato obbligasse tutti i cittadini a poter utilizzare solo 140 parole? Oliver (Loris Fabiani) è idealista, politicamente impegnato e attento a tutto ciò che accade nel mondo mentre Bernadette (Elisa Benedetta Marinoni) sta per diventare avvocato e ha un carattere decisamente più pratico: la loro relazione è, come tante, costellata da grandi slanci iniziali, piccoli compromessi quotidiani e un continuo confronto tra ciò che è e come, invece, potrebbe essere. Al netto delle ovvie gelosie per il passato e delle frustrazioni lavorative del presente, c’è qualcosa che incombe nel loro futuro: la possibilità di un provvedimento che costringa chiunque a limitarsi a 140 parole al giorno. Bernadette è piuttosto scettica circa la possibilità che un progetto simile possa mai diventare realtà. Oliver intuisce il pericolo di una tale manovra non solo da un punto di vista personale ma, soprattutto, sociale: i ricchi hanno i modi di vestire, le cose che possiedono e i luoghi dove vanno a parlare per loro. Ma i meno fortunati come faranno a migliorare la propria condizione se gli si toglie la possibilità di esprimersi liberamente? In ogni caso, è meglio esercitarsi a fare economia di parole: i due iniziano, così, un tenero esercizio fatto di neologismi, crasi e personalissime abbreviazioni per prepararsi a una simile eventualità. Quando la legge diverrà tale, a entrare in crisi non sarà solo l’opportunità di esprimersi ma anche la disponibilità a comprendersi e a risparmiare parole per farlo davvero.

La 16° edizione del festival Trend, nuove frontiere della scena britannica porta per la prima volta in Italia – presso il Teatro Belli di Roma dal 14 al 16 novembre – questo spettacolo intelligente, ben scritto e significativo: sebbene, soprattutto all’inizio, la scansione temporale degli avvenimenti risulti vagamente confusionaria una volta compreso il ritmo dei dialoghi lo spettatore è intimamente coinvolto dall’intera vicenda. Gran parte del merito è certamente dovuto all’ottima e umanissima interpretazione di Loris Fabiani ed Elisa Benedetta Marinoni, il cui talento principale consiste nel rendere estremamente naturale la continua diminuzione di occasioni per esprimersi che la straniante e fantasiosa situazione storica concede. Gli alti e bassi del loro rapporto si riflettono anche nella durata dei loro scambi, fatti di commoventi tentativi e desolanti sprechi a sottolineare l’umore e i sentimenti. Limoni limoni limoni limoni limoni indaga senza presunzione e con una formula davvero originale l’animo umano alle prese con i nuovi pericoli e le antiche paure. In un dialogo a due che ci riguarda tutti.

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