In the Night Time (Before the Sun Rise) Le Ombre Della Genitorialità

Mettere al mondo un figlio viene generalmente e socialmente considerato come uno dei momenti fondamentali e più belli dell’intera esistenza umana: la gioia è tale che i dolori del parto si dimenticheranno, le infinite notti senza dormire svaniranno, le ansie e le aspettative lasceranno il posto a una realtà di vita assolutamente gratificante. Ma è davvero così? In the Night Time (Before the Sun Rise), opera prima della giovane drammaturga inglese Nina Segal, indaga cosa accade a una giovane coppia (Marcello Gravina e Diletta Masetti) che si ritrova alle prese con una neonata che piange sempre: il linguaggio scelto è semplice, quotidiano, spesso divertente, eppure disturbante perché sin dall’inizio è insinuato in chi guarda il dubbio che qualcosa di terribile possa accadere.

Gli oscuri riferimenti a una bottiglia rotta e a una finestra che va in frantumi giocano a suggerire una connessione tra questi e altre catastrofi dal respiro ben più ampio: le cose sono collegate? Nell’uomo e nella donna, che passano con incoscienza dall’innocenza irresponsabile dell’essere in coppia all’onere di una piccola vita che dipende totalmente da loro, inizia a germogliare un seme fatto di deprivazione di sonno, ambizioni insoddisfatte e malcelata aggressività. Che si dispiegherà sottoforma di tragico gioco a travestirsi da favola della buona notte: le conseguenze saranno solo accennate e possibili, per questo ancora più inquietanti.

Ancora una volta Trend – Nuove Frontiere della Scena Britannica offre al pubblico italiano l’opportunità di farsi una idea su come il teatro contemporaneo possa affrontare temi esistenziali, complessi, delicati con un linguaggio originale e senza arenarsi nel melodramma. In the Night Time (Before the Sun Rise), ospitato al Teatro Belli dal 24 al 26 novembre 2017, grazie alla regia pulitamente creativa ed efficace di Emiliano Russo e all’eccellente prova di Marcello Gravina e Diletta Masetti, mette lo spettatore di fronte alla tragica e troppo spesso taciuta inadeguatezza a sostenere in maniera sana la genitorialità: si può essere schiacciati non solo da tutte quelle aspettative che il ruolo di padre o madre implica ma anche da oggettivi limiti fisici che ci si ostina a ignorare. Cosa si è disposti a fare per ammazzare il tempo durante l’ennesima notte insonne? La risposta può essere tremenda.

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