Razzismo. Torna il diverso come problema.

Terzo appuntamento con “Alla ricerca del senso perduto”, la rubrica di Fabio Riganello sul senso e il valore di parole che hanno segnato la storia del Paese. La parola di cui si tratta in questo caso è “razzismo”. Mai come in questi ultimi mesi questo termine è tornato in prima pagina e protagonista dei dibattiti pubblici e culturali del Paese. Sembrava scomparso, ora riappare, rappresentante di un dizionario che ha lasciato solchi profondi nella coscienza del Paese sui quali si sono sempre innescate spirali di violenza e discriminazione organizzata.

In questo caso, ad essere intervistato è Felice Di Lernia, antropologo e membro della SIAM – Società Italiana di Antropologia Medica. Di Lernia si occupa, in particolare, di epistemologia delle teorie, dei sistemi e delle pratiche di cura. I suoi campi di interesse sono quello medico, psicologico, educativo, scolastico, sociale, della in-sicurezza urbana, dell’accoglienza. Ha sviluppato e continua a sviluppare in maniera specifica i temi della dimensione del potere nelle relazioni di cura, la questione antropopoietica insita in ogni relazione di cura, il rapporto tra cura e libertà, la pratica e l’apprendimento collettivi in contesti di cura. Ascoltare e riflettere con Di Lernia forse aiuta a sviluppare anticorpi necessari contro un “ritorno al peggio” che questo Paese ha già vissuto e che sembra essere stato o dimenticato o rievocato con senso nostalgico.

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