La satira che “scortica le persone e non offende”.

Quarto appuntamento con la rubrica di Fabio Riganello “Alla ricerca del senso perduto”. Il tema della puntata è, in questo caso, la satira. Come affermava Adorno, “ogni satira è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo”. La satira è rappresentazione libera ed irriverente, anarchica per condizione essenziale. La satira è, come sosteneva Dario Fo, “un’espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente”. Riganello intervista, in questo caso, Massimo Laganà, scrittore e giornalista acuto e ironico, che ci introduce nel mondo della satira con sapienza e leggerezza. Laganà riflette sulla satira di oggi, sui palcoscenici del contemporaneo dove essa si esibisce, cercando di darne un’interpretazione originale e critica molto interessante. Laganà cerca la satira che scortica senza indulgenze ma senza offendere, e che invece oggi trova troppo indulgente, affezionata con la persone che prende di mira. Essa cade, quando accarezza il potere, come afferma Riganello, nell’esposizione dell’ovvio, esasperandone solo alcuni tratti. Una satira accomodante forse. Meglio la satira sempre libera, irriverente, intelligente e sempre aperta, matura nel senso di essere capace di criticare senza offendere, per partecipare, a suo modo, alla crescita libera e civile del Paese. L’intervista ci introduce in questa riflessione con un sorriso e riflessioni libere che fanno crescere.

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