“Woody Guthrie” secondo Biacchessi, alle radici della narrazione di “protesta” americana.

Sesto appuntamento della rubrica di Fabio Riganello per “Alla ricerca del senso perduto”. In questo caso la parola di cui si discute è Woody Guthrie e accompagnerà questa riflessione Biacchessi, giornalista e caporedattore per ”Radio24”, ”Il Sole 24 Ore”. Nel 2004 e nel 2005 gli viene assegnato il “Premio Cronista” per un’inchiesta sul terrorismo islamico in Italia e una ricostruzione dell’omicidio dell’editorialista del “Corriere della Sera” Walter Tobagi’. Dal 1975 lavora per numerose testate: Radio Lombardia, Radio Occhio, Radio Regione, Telemilanodue, Rete A, Antenna 3. Nella sua lunga carriera collabora inoltre con Rai, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, il quotidiano l’Unità, i settimanali Avvenimenti e L’Europeo. Dal 1988 al 1999, è fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio. È autore di venticinque tra libri, prefazioni, interventi pubblicati dai più importanti editori italiani.

Il suo nome vero era Woodrow Wilson Guthrie, poi conosciuto da tutti come Woody Guthrie. Veniva da Okemah, poche case nella contea di Okfuskee, in Oklahoma. L’America di Woody era quella dei primi del Novecento. Aveva solo 17 anni quando il crollo di Wall Street, nell’ottobre del 1929, provocò la cosiddetta “Grande Depressione”: disoccupazione al 25%, crollo dei prezzi dei prodotti agricoli e del sharecropping (il sistema della mezzadria), paghe ridotte al minimo, siccità alimentata da forti tempeste di vento.
Il malessere sociale condizionò le scelte politiche e artistiche di Woody Guthrie e, più in generale, la sua ricerca delle radici della cultura popolare americana. Woody Guthrie è stato molto di più di un musicista, cantautore, scrittore. Il racconto, la narrazione, le storie che attraversano la gr

ande Storia, soprattutto l’epica, restano i capisaldi dell’espressione artistica di Guthrie. Il suo stile condiziona ancor oggi la ballata americana, una grande tradizione giunta fino a noi grazie anche alle canzoni di Bob Dylan, Pete Seeger, Phil Ochs, Joan Baez, Bruce Springsteen, Joe Strummer, Billy Bragg, Jeff Tweedy, Ramblin’ Jack Elliot.Ma c’è di più. Woody è stato autore di blues parlati, canzoni di protesta e politiche, ballate tradizionali, brani per bambini e improvvisati. Numerose sue registrazioni restano conservate gelosamente nella Library of Congress, anche per merito dello straordinario lavoro del ricercatore Alan Lomax.

 

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