Da Niscemi al Kurdistan

Il 3 novembre del 2016 l’ammiraglio Christian Becker, responsabile del Comando e Controllo delle Comunicazioni e dell’Intelligence del Pentagono, durante una conferenza stampa annuncia l’attivazione delle tre stazioni del MUOS in Sicilia a Niscemi, nella riserva della Sughereta, dove sono attive le 46 antenne del Naval Radio Transmitter realizzate nel 1991. Ad una precisa domanda, Becker risponde che “le controversie con i resident i che hanno bloccato l’attivazione delle tre stazioni di terra a Niscemi, in Sicilia, sono state risolte. Le antenne del Mobile User Objective System sono operative e trasmettono regolarmente”.
Per fornire ai militari maggiori capacità di comunicazione, Niscemi ospita tre antenne paraboliche alte come un palazzo di dieci piani e larghe venti metri, a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella. Il MUOS è un sistema onnipresente per prevenire errori e decisioni sbagliate causate dalla mancanza di informazioni in tempo reale provenienti dal campo di battaglia.
Da Niscemi si controlla il mediterraneo e il medioriente. Ad es. il Kurdistan, che ha arginato l’ISIS e garantito libertà a tutte le confessioni religiose, dove oggi c’è una guerra, un genocidio contro un popolo grazie alla finta desistenza dell’esercito USA che controlla quel campo di battaglia anche col MUOS di Niscemi.
Ora le parole dell’ammiraglio sono più chiare.
Il popolo curdo da anni si è costituito in Governo Autonomo, con un proprio Stato e – pensa un po’ – ha preso a modello lo Statuto della Regione Sicilia del 1946, considerato un archetipo normativo per avere autonomia, indipendenza, autorganizzazione, pace.
Abbiamo esportato il Diritto e… il rovescio.

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