Sviluppo sostenibile nella fase post Covid-19. Una nuova agenda per il lavoro?

In continuità con il dibattito sul nuovo modello di sviluppo e gli obiettivi Agenda 2030, non possiamo non parlare di cooperazione.
Un modello organizzativo differente, e un modo di lavorare (Leonello Tronti) più umano e in linea con i temi trattati da Papa Francesco nel suo “Laudato Si”, insieme alle molteplici iniziative volte ad innovare il pensiero sullo sviluppo sostenibile e l’ecologia umana.
Approfondiremo questo aspetto con il vicepresidente Legacoop Lazio Massimo Pelosi, ricordando anche la scomparsa di un dirigente cooperativo impegnato su questi temi come Eugenio de Crescenzo, vice presidente dell’Agci Lazio.
Il mondo del sociale a Roma ha perso, con la scomparsa di De Crescenzo, una persona sempre vicina alle cooperative e attenta a far crescere i più deboli attraverso la cooperazione e la solidarietà. Il suo insegnamento ci accompagnerà sempre.
Quali sono le iniziative associative sullo Sviluppo sostenibile nel vostro modo di fare impresa, in particolare nel Lazio?
La cooperazione laziale è una delle più importanti del Paese, un sistema di piccole medie e grandi cooperative che aiutano i cittadini della nostra Regione nella spesa di tutti i giorni con coop e conad, nell’assistenza attraverso le cooperative sociali oppure dando lavoro a migliaia di persone svolgendo servizi indispensabili quali le pulizie oppure le mense. Oramai le cooperative, che per loro natura hanno la responsabilità sociale verso i soci e la comunità, per prime hanno iniziato a sviluppare progetti di sostenibilità. Se pensiamo a Coop e alla riduzione della plastica in tutte le filiere è diventato un esempio per tutto il sistema produttivo nazionale. Non è un caso che un sistema di cooperative come coop sia la prima per sostenibilità delle proprie azione
Perché avete aderito al Manifesto di Assisi? E come declinate il concetto di lavoro e il tema sicurezza anche alla luce dei nuovi Protocolli?
L’alleanza delle cooperative italiane a nome di tutte le cooperative italiane associate non poteva non aderire al Manifesto di Assisi perché anche noi crediamo ad uno sviluppo più equo, inclusivo e sostenibile. Per noi il concetto del lavoro parte dal rispetto delle persone e dei contratti. Per Legacoop essere associazione datoriale significa impegnarsi verso le persone che spesso sono anche nostri soci. Ci stiamo battendo per una nuova normativa sulla rappresentanza che non faccia proliferare i contratti e dia maggior certezza e sicurezza ai lavoratori. In questo periodo abbiamo lavorato con le istituzioni per l’adeguamento dei paini di sicurezza aziendali e dei documenti di valutazione dei rischi in ottemperanza ai protocolli nazionali firmati con le parti sociali. Riteniamo che la cooperazione con senso di responsabilità insieme alle parti sociali firmatarie ha dato un contributo straordinario per uscire dall’emergenza e permettere alle imprese di operare ed ai lavoratori di lavorare in massima sicurezza. Il settore della distribuzione cooperativa che non si è mai fermato ha dimostrato grande maturità e attenzione verso i lavoratori certamente non avvezzi a questo tipo di lavoro che è più congeniale agli operatori sanitari che non del supermercato. Il rispetto dei protocolli e l’utilizzo corretto dei dpi ha permesso di non avere situazioni di criticità. In particolare vorrei ringraziare per l’impegno e l’abnegazione tutti i lavoratori di Coop.
Quali azioni auspicate da parte del legislatore per la Fase 2, per esempio un Nuovo patto per il lavoro per la Regione Lazio?
Per prima cosa auspichiamo un senso di responsabilità diffuso da parte di tutti i cittadini in modo da guardare con serenità al futuro senza pericolosi ritorni alla Fase emergenziale.
Abbiamo chiesto alla Regione Lazio, alle parti sociali e alle istituzioni di iniziare il confronto per un patto per lo sviluppo sociale ed economico. Per la cooperazione non c’è crescita economica se non c’è una società inclusiva e un sistema di welfare diffuso e di prossimità. Il buon lavoro per noi è un prerequisito. Siamo stati noi che abbiamo fatto inserire nel Testo Unico del commercio regionale uno dei settori a maggior lavoro nero e sommerso, un articolo sul rispetto dei contratti e delle pari opportunità. Crediamo che il futuro sia delle imprese che rispettano i lavoratori e la buona cooperazione come sempre ci sarà.
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