“La condizione dei Rom (SRC) in Italia tra processi di discriminazione, esclusione e segregazione lavorativa” saggio di Omizzolo/Sodano per la Rivista “Società Mutamento Politica. Rivista Italiana di Sociologia” dell’Università di Firenze

E’ stato pubblicato ad agosto c.a. il nuovo numero (01/2020) della Rivista dell’università di Firenze “Società Mutamento Politica. Rivista Italiana di Sociologia” (Firenze University Press) curato dal prof. Carlo Colloca (membro del comitato scientifico di Tempi Moderni). Il titolo di questo numero è: “ Bussate e (forse) vi sarà aperto. I migranti e le sfide per il riconoscimento dei diritti ”. Si tratta di una pubblicazione on-line ed open access scaricabile al seguente indirizzo mail: https://oajournals.fupress.net/index.php/smp.
Tra i vari contributi si mette in evidenza il saggio dal titolo “La condizione dei Rom (SRC) in Italia tra processi di discriminazione, esclusione e segregazione lavorativa ” (https://oajournals.fupress.net/index.php/smp/article/view/11947), scritto dal presidente di Tempi Moderni e sociologo Eurispes Marco Omizzolo e dalla vice presidente dell’istituto di ricerca e docente a contratto dell’univeristà degli studi di Roma Tre Pina Sodano.
Il saggio deriva da un progetto di ricerca sviluppato dal centro studi Tempi Moderni relativamente alle condizioni sociali ed economiche delle varie comunità Rom, Sinti e Camminanti in Italia. Un progetto ampio e impegnativo che ha permesso agli autori di incontrare e intervistare numerose famiglie Rom residenti soprattutto in campi informali da Nord a Sud del Paese. Una ricognizione che ha prodotto una riflessione accurata, avanzata e capace di denunciare i limiti di politiche sociali che spesso hanno mancato il loro obiettivo, consolidando luoghi comuni e stereotipi diffusi.
Tra i vari saggi pubblicati nella rivista e formati da autorevoli docenti e ricercatori si cita quello del prof. Umberto Melotti (membro del comitato scientifico del centro studi tempi Moderni) dal titolo: “Ricordo di Luciano Pellicani: un grande amico, un grande studioso, un grande sociologo
Si riporta una parte delle conclusioni a sintesi dei risultati conseguiti del progetto di ricerca:
In Italia persiste una forte stigmatizzazione nei riguardi delle varie comunità Rom. «Sono troppi» è l’affermazione più frequente in coloro che nel corso di questa ricerca sono stati intervistati. Molti intervistati ritengono che i Rom sarebbero tra i 500.000 e più di 2 milioni, quando secondo le stime più accreditate sarebbero tra i 150 e i 170.000 (Di Noia 2016). Secondo l’indagine in corso l’89% degli italiani intervistati è convinto che i Rom vivano di espedienti e furti, che sfruttino i bambini o che li rubino. Il 93% è inoltre convinto che abitino nei campi per loro scelta, l’88% che siano nomadi quando in realtà le famiglie che viaggiano sono solo il 2-3% e il 67% di essere ostile nei loro confronti. Anche tra i giovani, i Rom sono all’ultimo posto nella scala delle simpatie verso gli immigrati (ISPO 2008). Tale ostilità ha precise radici storiche e contemporanee, a cominciare dalle misure delle Regioni e dei Comuni che hanno obbligato parte di queste popolazioni al nomadismo (Bonetti, Simoni, Vitale 2010) in una qualche versione coatta che ha prodotto, tra le varie cose, una sorta di induzione alla conferma dei diffusi luoghi comuni espressi dalla popolazione. La periferizzazione, insieme alla grave precarietà abitativa e lavorativa che essi vivono, sono la conseguenza di politiche fondate sul pregiudizio e sulla discriminazione che aggravano la condizione economica e sociale di vita di decine di migliaia di famiglie Rom.
Qui di seguito l’abstract in inglese del saggio di Omizzolo e Sodano:
The essay summarizes the data collected in a research, which is still in progress, conducted by the Tempi Moderni study centre on the condition of the Rom communities in Italy. It is based on two fundamental theses. First of all, on the fact that the system of inequalities experienced by Rom people is multidimensional. These dimensions influence each other on a material level and turn the relationship between cause and effect, legitimising widespread prejudice and discrimination against the Rom community. These prejudices are reconstructed also from a historical point of view, and the essay focuses mainly on employment and housing inequality. The second thesis analyzes the system of complex disparities affecting Rom communities within the system of inequalities and discriminations typical of Italian and global society. Inequality, poverty and work segregation are therefore the consequences of political choices aimed at marginalizing the numerous Rom communities and legitimizing widespread and dangerous commonplaces and prejudices.
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