“Essere migranti in Italia”. Il libro del presidente Omizzolo sulle migrazioni e sul sistema di accoglienza italiano

Essere migranti in Italia. Per una sociologia dell'accoglienza
“Essere migranti in Italia. Per una sociologia dell’accoglienza” è uno dei libri più recenti (2019) del presidente di Tempi Moderni, Marco Omizzolo, pubblicato da Meltemi, con introduzione del sociologo Maurizio Ambrosini. Si tratta di un’opera complessa, che riflette sul significato dell’essere migrante e sull’alterità, ragionando grazie alle tesi di alcuni degli autori più illustri su questi temi (Arendt, Sassen, Sen, Heidegger, Held, Mezzadra, Di Cesare, Balibar o Ambrosini). Si tratta dell’introduzione ad un tema che informa le coscienze collettive, contrasta diffusi luoghi comuni, sperona un sovranismo che è espressione avanzata, come viene spiegato nel libro, di un neoliberismo fondato sul razzismo e sull’inferiorizzazione del diverso, del diseguale, di colui e colei che vengono da altrove, e così piega a se la storia e la democrazia.
Con “Essere migranti” vengono inoltre analizzate le norme vigenti poste a regolamentazione delle migrazioni, con relative procedure, riflessione sul sistema di accoglienza e relativi analisi dei bandi e dei capitali d’appalto, di alcune delle esperienze di accoglienza che si considerano più virtuose a cui associare proposte di riforma avanzate perchè il Paese si allinei, definitivamente, col diritto costituzionale, internazionale, la sua storia e con quella Europea. Se le migrazioni, infatti, sono il fattore di mutamento sociale più importante, negarle, cancellare i percorsi inclusivi virtuosi, anche economici, faticosamente costruiti in Italia, (re)-introdurre il razzismo sia istituzionale sia mediatico e sociale, significa prevedere una società immobilizzata dentro schemi superati dalla storia e comunque pericolosi, decadente e non solo sul piano anagrafico, priva di prospettiva, di conflitto sociale maturo e democratico, di sfide, politich ed economiche, che possono rendere la democrazia, l’economia e il diritto più maturi e vigenti per tutti, nessuno escluso.
Il libro si può acquistare scrivendo a Tempi Moderni: tempimoderniaps@gmail.com
Qui di seguito si riprende parte dell’introduzione del testo, quale premessa per una lettura più approfondita:
Le migrazioni sono tra le poche tematiche che a livello globale riescono a condizionare l’agenda politica di Stati, organizzazioni governative e non governative e il relativo dibattito pubblico. La vasta eco che circonda il fenomeno migratorio e le sue implicazioni sociali lo rendono popolare ma anche fonte di semplificazioni, a volte strumentali, impostazioni fuorivianti e di tensioni ideologiche che intossicano e finiscono, se governate da retoriche artatamente costruite, col consolidare tesi sovraniste e razziste. In realtà, introducendo una riflessione più sociologicamente orientata, si può affermare che le migrazioni, variamente declinate, interrogano la natura e l’evoluzione delle democrazie occidentali in relazione alle politiche che esse adottano e ai comportamenti sociali che ispirano. Nessuno oggi può negare la centralità di questa tematica e la sua capacità di produrre cambiamento sociale. Resta invece aperto il tema del senso da attribuire a questa trasformazione e la direzione della sua evoluzione. Su questo aspetto è in corso una riflessione molto articolata, spesso contraddittoria, che non esclude anzi comprende tesi prettamente razziste e xenofobe alle quali seguono, a volte, provvedimenti normativi sia nazionali che internazionali volti ad escludere, ad esempio, i profughi dai processi di accoglienza e riconoscimento, anche a costo di violare norme costituzionali e internazionali. L’intreccio di questa tematica con l’attualità, l’incandescenza della materia e i suoi molteplici risvolti culturali, politici e sociali, la sua sovrapposizione con il dibattito politico nazionale e internazionale, la sua coniugazione col tema dei diritti umani e del lavoro insieme a percorsi storici e normativi diversamente sviluppati tra i vari paesi che oggi affrontano tale fenomeno, producono un pericoloso iato tra la sua realtà effettiva e la sua percezione, sul quale si giocano i destini di milioni di persone”.
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