La Casa della Salute di Sabaudia: un impegno mancato

L’attuale Giunta della Regione Lazio, poco dopo il suo insediamento, prese l’impegno di realizzare almeno una Casa della Salute in ognuno dei 48 Distretti socio-sanitari regionali, dando concreta attuazione a questa decisione con i Decreti del Commissario ad acta per il ripianto dei disavanzi della sanità n. U00428 del 4 ottobre 2013 e n. U00040 del 14 febbraio 2014; questa scelta venne confermata in occasione dell’inaugurazione della Casa della Salute di Sezze il 28 febbraio 2014.
Secondo le Linee Guida della Regione Lazio, le Casa della Salute dovrebbero essere presidi del nuovo modello di sanità più efficiente e vicina alle persone.
La prima richiesta per la realizzazione di una Casa della Salute a Sabaudia è stata presentata nel 2009 dall’autore di questo articolo ex Commissario della USL LT 4 il quale, non avendo ottenuto risposte, predispose una petizione che raccolse molte centinaia di firme e che il 23 settembre 2013 fu consegnata al Comune di Sabaudia.
A seguito della petizione, la Giunta comunale di Sabaudia, con deliberazione n. 114/2014, chiese a sua volta alla direzione generale dell’Azienda USL Latina e al presidente della Regione Lazio Zingaretti, che il preesistente presidio sanitario di Sabaudia fosse rimodulato ed adattato per l’istituzione di una Casa della Salute.
Ma ancora non successe nulla.
Così, il 15 gennaio 2019, il Comitato per la difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia, tra i cui promotori ancora l’autore di questo articolo, ha presentato una proposta molto articolata alla Regione e all’Azienda USL Latina per sollecitare la realizzazione nella struttura dell’ex ospedale di Sabaudia della Casa della Salute del Distretto 2, prevedendo un modulo aggiuntivo per il Punto di Primo Intervento.
In data 29 luglio 2019 con delibera n. 31, il Consiglio comunale di Sabaudia ha fatto propria la proposta del predetto Comitato e chiesto alla Regione e alla ASL Latina la realizzazione di una Casa della Salute formulando anche una ipotesi di organizzazione interna articolata nei seguenti moduli:
  • Assistenza primaria, come previsto dall’Accordo collettivo nazionale, dall’Accordo integrativo regionale e dalle successive modifiche e integrazioni (UCP con studi medici collocati all’interno della CdS ovvero con turnazione);
  • Attività specialistiche ambulatoriali con particolare riferimento alle discipline di cardiologia, diabetologia/endocrinologia, ostetricia/ginecologia, oculistica, dermatologia, otoiatria, pneumologia, ortopedia, fisiatria, radiologia, ed eventualmente altre discipline specialistiche (assicurate medici ospedalieri);
  • Ambulatorio infermieristico (il personale infermieristico partecipa ai Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali e all’attività di counselling sulla prevenzione, alla gestione delle patologie croniche e degenerative);
  • Presidio di diagnostica per immagini (da digitalizzare) e punto prelievi;
  • Area dell’accoglienza (si tratta di una attività molto importante da non sottovalutare);
  • Sportello prenotazione visite specialistiche e accertamenti diagnostici CUP;
  • Punto Unico di Accesso (PUA), finalizzato a garantire l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari. Può attivare l’Unità Valutativa MD necessaria alla valutazione dei casi complessi;
  • Area del volontariato, che nella nostra città potrebbe arricchire notevolmente la qualità dei servizi grazie all’esperienza delle numerose associazioni presenti;
    I moduli aggiuntivi proposti dovrebbero comprendere:
  • Il Punto di Primo Intervento, oggi Punto di Assistenza Territoriale;
  • Centro per i disturbi cognitivi e demenze – Centro territoriale esperto;
  • Centro/Sportello antiviolenza;
  • Centro Assistenza Domiciliare (CAD);
  • Assistenza ambulatoriale complessa (ad es. chirurgia ambulatoriale, DM 70/2015, Appendice 2)
  • Attività fisica adattata;
  • Trattamento del dolore cronico e UCP;
  • Telemedicina;
  • Screening;
  • Vaccinazioni;
  • Assistenza ai migranti.
Finalmente, la Regione Lazio con le deliberazioni n 838 del 15 novembre 2019 e n. 946 in data 12 dicembre 2019 ha provveduto ad assegnare i fondi all’azienda sanitaria locale di Latina per l’attivazione di una Casa della Salute a Sabaudia per un importo complessivo di € 582.528,10.
Da quanto risulta l’Azienda USL Latina con deliberazione n. 424 in data 27 marzo 2020 ha preso atto del finanziamento assegnato dalla Regione e ha indetto la gara per l’individuazione del professionista per la progettazione definitiva.
L’incarico è stato affidato con atto n. 633 in data 4 giugno 2020 per un importo complessivo di €. 38.064,00.
Poco dopo, la Regione Lazio ha approvato, con il Decreto del Commissario ad acta n. 81 del 25 giugno 2020, il “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale” che al Punto 17.9 stabilisce che l’Azienda USL Latina avrebbe dovuto aprire entro il 31 dicembre 2020 la Casa della Salute di Sabaudia nei locali dell’ex ospedale siti in via Conte Verde.
Poiché la data del 31 dicembre è stata disattesa, il giorno 9 gennaio ancora questo autore ha inviato una segnalazione a:
– Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, c/o Ministero della salute;
– Tavolo per la verifica degli adempimenti regionali, c/o Ministero dell’economia e delle finanze;
– Commissione sanità del consiglio regionale del Lazio;
– Organismo Indipendente di Valutazione della Regione Lazio,
– Conferenza locale sociale e sanitaria dell’Azienda USL Latina;
– Sindaco di Sabaudia.
La Casa della Salute dovrebbe rappresentare per Sabaudia l’avvio di un nuovo modello assistenziale-organizzativo di prossimità comprendente le cure primarie e la medicina territoriale orientate specialmente agli anziani e ai cronici garantendo la continuità ospedale-territorio e l’integrazione socio sanitaria.
Molto importante dovrebbe rimanere all’interno della Casa della Salute anche il ruolo del Punto di Primo Intervento (oggi PAT): una struttura che dispone di competenze cliniche e strumentali adeguate a fronteggiare e stabilizzare, temporaneamente, le emergenze fino alla loro attribuzione al Pronto Soccorso dell’Ospedale di riferimento ed in grado di fornire risposte a situazioni di minore criticità e bassa complessità. Presso i Punti di Primo Intervento operano H24 un Medico dell’Emergenza Territoriale (MET) e un infermiere professionale.
La mancata apertura della Casa della Salute impedisce agli abitanti di Sabaudia, ma anche agli immigrati (che rappresentano il 10% della popolazione locale) e ai turisti, di poter fruire del Livello di Assistenza distrettuale previsto dal DPCM 12 gennaio 2017 e li pone in grave disuguaglianza con gli abitanti della Capitale proprio in un momento in cui l’epidemia avrebbe richiesto un potenziamento di questo tipo di prestazioni.
More from Franco Brugnola

I Comuni devono accelerare l’adozione dei piani di sicurezza urbana integrata

Il decreto legge 20 febbraio 2017 n. 14, convertito con legge n.48/2017...
Read More